A volere il palazzo Pennisi di Floristella nella sua forma attuale fu il
dott. Agostino Pennisi Pennisi, barone di Floristella, (1832 - 1885). Le
diverse fabbriche che lo componevano, già di proprietà
della famiglia da numerose generazioni, si addossavano da una parte al
Palazzo Municipale e prospicevano per un lungo tratto un angusto vicolo
stretto fra alcuni fondaci ed il Carcere Borbonico decretato nel 1555 dal
viceré Giovanni De Vega.
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Per unificare il Palazzo il barone Agostino affidò la
progettazione di una monumentale facciata ad uno dei più noti
architetti italiani del tempo, il fiorentino Mariano Falcini (1805 -
1885), che la disegnò in puro stile neoclassico, e lo
corredò di un osservatorio meteorologico-sismico, di una
collezione mineralogica e di una collezione numismatica.
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La rinnovata magnificenza del palazzo veniva però fortemente
limitata dagli angusti spazi ove esso si affacciava. Il vulcanico Barone
ritenne che, al fine di dare maggior rilievo e respiro alla fronte
più estesa, quella prospiciente il Carcere, era opportuno
acquisire la proprietà anche di quello, cosa che fece mediante un
accordo con la Municipalità del tempo. Partecipò con un
generoso contributo alla costruzione del nuovo Carcere (1862-67) che fu
realizzato nella "Selva dei Minori Osservanti" (oggi pressi del
Convento S. Biagio), alla estrema periferia di Acireale, acquistò
il vecchio Carcere e gli altri fondaci, demoliti i quali, vi
arredò un giardino, che donò al Comune nel 1875.
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Deceduto prematuramente l'Agostino, il completamento dei lavori del
Palazzo fu curato dal suo primogenito, il barone Salvatore Pennisi Alessi
(1863 - 1931), che aveva ereditato l'intera proprietà. Il Palazzo
passò quindi in eredità al barone Agostino Pennisi Statella
(1890 - 1963) che curò ancora lo sviluppo ed una più
scientifica sistemazione della Collezione Numismatica di monete
Greco-Sicule (VI - IV sec. a.C.).
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| Nel 1989 l'edificio è stato dichiarato monumento di interesse storico-artistico, con l'apposizione di vincolo architettonico, da parte della Regione Sicilia. |
Tutte le immagini sono tratte dagli affreschi nei soffitti
del Palazzo.
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